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F.A.O.
F.M.I.
F.P.L.D.
Facta concludentia
Factoring
Fallimento
Falsa testimonianza
Falsità materiale e falsità ideologica
Falso
Falsus procurator
Famiglia
Fasce deboli
Fascismo
Fatti notori
Fattispecie
Fatto giuridico
Fatto illecito
Fattura
Favor
Favoreggiamento
Fecondazione artificiale
Fede
Fedecommesso
Fedeltà
Federalismo
Ferie
Fermo
Festività
Festivo
Fictio iuris
Fideiussione
Fido bancario
Fiducia
Figlio
Filiazione
Financial futures
Finanziamento dei partiti
Finestra
Firma
Fiscal drag
Fiscalizzazione degli oneri sociali
Fisco
Fitto
Flagranza
Flessibilità nell’impiego di forza lavoro
Flottante
Foglio di via
Fomazione del passivo
Fondazione
Fondo comune di investimento
Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto
Fondo Monetario Internazionale
Fondo nazionale per le politiche sociali
Fondo patrimoniale
Fondo pensione
Fondo pensioni lavoratori dipendenti
Fondo perequativo
Fondo sostitutivo
Fonti del diritto
Food and Agricultural Organization
Forma del negozio giuridico
Forma di governo
Forma di Stato
Formazione continua
Formazione professionale
Formazioni sociali
Formula esecutiva
Formulari
Foro
Forum
Forza maggiore
Forze armate
Forze di pace dell’O.N.U.
Franchi tiratori
Franchigia
Franchising
Frazionamento
Free-lance
Frode
Frutti
Fumo passivo


Tutte le voci sono tratte dal Nuovo Dizionario Giuridico

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Dizionario Giuridico
Antitrust [normativa comunitaria e nazionale]
È il complesso di norme, nazionali e comunitarie, poste a tutela della libertà di concorrenza fra le imprese e finalizzate al suo corretto svolgimento e alla repressione delle pratiche di concorrenza sleale.
Normativa comunitaria
I principi fondamentali della disciplina della concorrenza, posti dal Trattato istitutivo della C.E.E., come modificato dal trattato di Amsterdam in vigore dal 1 maggio 1999, possono così sintetizzarsi:
— divieto di intese pregiudizievoli al commercio tra gli Stati membri e restrittive della concorrenza all'interno del mercato comune (art. 81) disponendo la nullità delle intese, eventualmente concluse, con efficacia retroattiva;
— divieto, alle imprese che hanno una posizione dominante nel mercato comune, di farne un esercizio abusivo (art. 82) [Abuso (di posizione dominante)];
— disciplina delle relazioni finanziarie tra i poteri pubblici e le imprese pubbliche, nonché le imprese alle quali gli Stati affidano la gestione di servizi nell'interesse generale (art. 86);
— regolamentazione degli interventi degli Stati membri nell'economia, per impedire che gli aiuti economici alle imprese generino limitazioni e modifiche al libero esplicarsi della concorrenza (artt. 87-89).
Il Trattato non contiene, invece, una specifica normativa in relazione alle concentrazioni d'imprese.
L'applicazione delle regole comunitarie della concorrenza è demandata alla Commissione che ha il compito generale di fare rispettare il Trattato CE ed il controllo finale è riservato, ad istanza degli interessati, alla Corte di Giustizia.
Normativa nazionale
In Italia la normativa (—) è dettata dalla L. 287/90.
Con tale legge è stata istituita un'Autorità garante della concorrenza e del mercato con sede in Roma, cui è demandato il compito di vigilare sul rispetto della normativa (—), con ampi poteri di istruttoria e decisionali per il mantenimento ed il ripristino di condizioni di concorrenza effettiva.
Essa ha, altresì, poteri consultivi in ordine alle iniziative legislative o regolamentari nonché ai problemi riguardanti la concorrenza ed il mercato e deve segnalare al Parlamento ed al Governo ogni eventuale distorsione determinata da norme di legge o di regolamento, o da provvedimenti amministrativi di carattere generale.
In particolare, l'art. 2 della L. 287/90 fissa il divieto, e la conseguente nullità a ogni effetto, di intese tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza all'interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante.
L'art. 3 vieta altresì l'abuso, da parte di una o più imprese, di una posizione dominante all'interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante, specificando, a titolo di esemplificazione e con elencazione non tassativa, che un abuso siffatto viene perpetrato attraverso le seguenti pratiche:
— imporre direttamente o indirettamente prezzi di acquisto, di vendita o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose;
— impedire o limitare la produzione, gli sbocchi o gli accessi al mercato, lo sviluppo tecnico o il processo tecnologico, a danno dei consumatori;
— applicare, nei rapporti commerciali con altri contraenti, condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti, così da determinare per essi ingiustificati svantaggi nella concorrenza;
— subordinare la conclusione dei contratti all'accettazione da parte degli altri contraenti di prestazioni supplementari che, per loro natura e secondo gli usi commerciali, non abbiano alcuna connessione con l'oggetto dei contratti stessi.
Infine, per quanto riguarda le operazioni di concentrazione di imprese che diano luogo ad una modificazione della struttura interna delle imprese interessate, queste non sono vietate in assoluto, ma solo se comportino la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sul mercato nazionale, in modo da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza.
La legislazione (—) nazionale è operativa soltanto per i comportamenti anticoncorrenziali limitati al mercato nazionale; in caso di pratiche monopolistiche di rilievo comunitario troverà piena attuazione la disciplina comunitaria.