Dizionario Giuridico    Dizionario Economico    Dizionario di Contabilità e Finanza    Dizionario del Condominio    Dizionario di Diritto Canonico ed Ecclesiastico    Dizionario dell'Unione Europea    Dizionario Storico-Giuridico Romano    Dizionario Storico del Diritto Italiano ed Europeo    Dizionario della Filosofia Politica    Dizionario di Scienze Psicologiche   
Caricamento immagini in corso...
loading
529/B Concorso 2425 Dirigenti Scolastici - Compendio<br><SPAN STYLE='font-size:7pt;' >2017 , pag. 576 € 35,00</span> 325 Vice Ispettori Polizia di Stato - Manuale completo per la preparazione<br><SPAN STYLE='font-size:7pt;' >2017 III, pag. 928 € 48,00</span> 35 Compendio di Diritto Bancario<br><SPAN STYLE='font-size:7pt;' >2018 XV, pag. 368 € 23,00</span> 217maior Elementi Maior di Diritto Amministrativo<br><SPAN STYLE='font-size:7pt;' >2017 XXVII, pag. 336 € 16,00</span> 9/1 Compendio di Diritto Fallimentare<br><SPAN STYLE='font-size:7pt;' >2017 XII, pag. 272 € 19,00</span>
A non domino
A quo
A.R.A.N.
Abbandono del minore
Abbandono della cosa
Abbandono di domicilio
Aberratio
Abigeato
Abilitazione
Abitabilità
Abitazione
Abituale
Abitualità criminosa
Abolitio criminis
Aborto
Abrogazione della legge
Abusi familiari
Abusivismo
Abuso
Accertamenti tecnici non ripetibili
Accertamento
Accessione
Accesso
Accessoria
Accessorium sequitur principale
Accettazione
Accollo
Accomandita
Accordi di ristrutturazione dei debiti
Accordo contrattuale
Accrescimento
Acquiescenza
Acquisto
Acquisto a non domino
Actio interrogatoria
Actiones liberae in causa
Ad nutum
Ad quem
Addizioni
Adempimento
Adminicula servitutis
Adozione
Adulterino
Affidamento
Affiliazione commerciale
Affinità
Affitto
Affrancazione del fondo
Agente
Agenzia
Aggiotaggio
Aggravanti
Albergo
Alberi
Albo professionale
Alea
Aleatorio
Alibi
Alienante
Alimenti
Alluvione
Alto tradimento
Alveo abbandonato
Ambasciata
Ambasciatore
Ambiente
Ammenda
Amministratore
Amministrazione
Ammortizzatori sociali
Amnistia
An debeatur
Anagrafe tributaria
Analogia
Anatocismo
Anno giudiziario
Annullamento
Anticipazione bancaria
Antigiuridicità
Antinomia
Antitrust
Apertura della successione
Apertura di credito
Apolidia
Appalto
Apparenza
Appello
Apposizione dei termini
Appropriazione indebita
Aquiliana
Arbitraggio
Arbitrato
Arbitratore
Archiviazione
Arresti domiciliari
Arresto
Arricchimento ingiustificato
Ascendenti
Asilo politico
Aspettativa
Asse ereditario
Assegno
Assemblea costituente
Assemblea dei soci
Assenza
Assicurazione
Assistenza sociale
Associazione
Associazione in partecipazione
Asta pubblica
Attentato alla Costituzione
Attenuanti
Atti osceni
Atti parlamentari
Atto
Attore
Aumento del capitale
Autarchia
Autenticazione
Authority
Autocertificazione
Autodichia
Autodifesa
Autonomia
Autonomie locali
Autore
Autorità amministrative indipendenti
Autorizzazione
Avallo
Avente causa
Avulsione
Avviamento
Avviso di accertamento
Avviso di liquidazione
Avvocato
Avvocatura dello Stato
Azienda
Aziende autonome
Azionariato
Azione


Tutte le voci sono tratte dal Nuovo Dizionario Giuridico

A
B
C
D
E
F
G
N
O
P
Q
R
S
T
H
I
J
K
L
M
U
V
W
X
Y
Z
Consulta gratuitamente i nostri dizionari:
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Dizionario Giuridico
Appello
() nel processo amministrativo
Mezzo di impugnazione concesso dalla legge alla parte per chiedere la riforma totale o parziale di un provvedimento del giudice che essa ritiene ingiusto. È un mezzo di impugnazione ordinario, in quanto impedisce che la sentenza passi in giudicato, e devolutivo, in quanto comporta un riesame della controversia relativamente alle parti impugnate sicché la nuova sentenza sostituisce quella impugnata.
Nel diritto processuale amministrativo l'(—) va proposto al Consiglio di Stato o, relativamente alla Sicilia, al Consiglio di giustizia per la Regione siciliana.
Per sommi capi, la procedura di (—) può così essere sintetizzata:
— il ricorso in (—) va notificato a tutti i soggetti che hanno partecipato, in qualità di parte, al precedente giudizio;
— la notifica può essere fatta, indifferentemente, al domicilio reale o al domicilio eletto nel precedente giudizio;
— insieme al ricorso va depositata, a pena di decadenza, la decisione impugnata;
— le controparti, cui è stato notificato l'appello, possono proporre (—) incidentale;
— nel giudizio di (—) possono intervenire tutti i legittimati ad intervenire nel giudizio di primo grado.
() nel processo civile
Mezzo di impugnazione concesso dalla legge alla parte per chiedere la riforma totale o parziale di un provvedimento del giudice che essa ritiene ingiusto.
L'appello contro le sentenze del giudice di pace e del Tribunale si propone, rispettivamente al Tribunale ed alla Corte di appello nella cui circoscrizione ha sede il giudice che ha pronunciato la sentenza (art. 341 c.p.c.).
L'(—) si propone con atto di citazione, che contiene anche l'esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell'impugnazione.
La L. 353/90 ha apportato delle rilevanti innovazioni anche nella disciplina dei mezzi di impugnazione. Tale normativa prevede due direttive fondamentali in tema di appello: la prima è data dalla totale eliminazione del c.d. ius novorum, in quanto al già esistente divieto di domande nuove, si affianca il divieto di proporre nuove eccezioni e nuovi mezzi di prova; la seconda consiste nell'attribuzione dell'intera cognizione del giudizio al collegio, con la totale eliminazione del consigliere istruttore.
In seguito alla riforma istitutiva del giudice unico, però, a far data dal 2-6-1999, il giudizio si svolge interamente dinanzi al collegio solo in Corte d'Appello, mentre in Tribunale è trattato e deciso dal giudice monocratico.
Nel procedimento d'(—) davanti al Tribunale o alla Corte si osservano le norme dettate per il procedimento di primo grado innanzi al Tribunale, compatibilmente con le particolari esigenze del processo di secondo grado e con le disposizioni speciali ad esso dedicate (art. 359 c.p.c.).
La decisione in (—) può consistere in una sentenza di conferma di quella appellata o di riforma quando il giudice d'(—) decide la controversia in modo diverso dal giudice di primo grado.
[Inammissibilità; Improcedibilità].
() incidentale
È l'(—) proposto dalle altre parti nei confronti della stessa sentenza.
Esso deve essere proposto dinanzi allo stesso giudice nella prima comparsa.
Se l'interesse a proporre l'(—) incidentale sorge dalla impugnazione proposta da persona diversa dall'appellante principale, tale (—) si propone nella prima udienza successiva alla proposizione di detta impugnazione [Impugnazione].
() nel processo penale
Mezzo di impugnazione concesso dalla legge alla parte per chiedere la riforma totale o parziale di un provvedimento del giudice che essa ritiene ingiusto.
È un mezzo di impugnazione ordinario, in quanto impedisce che la sentenza passi in giudicato, e devolutivo, in quanto comporta un riesame della controversia relativamente alle parti impugnate sicché la nuova sentenza sostituisce quella impugnata.
La disciplina dell' (—) avverso le sentenze emesse dal giudice di primo grado è stata significativamente incisa dalla L. 20-2-2006, n. 46 (c.d. legge Pecorella) e dalla successiva sentenza della Corte costituzionale n. 27/2007, a seguito della quale il pubblico ministero può proporre appello nei confronti delle sentenze di condanna e di proscioglimento, mentre l'imputato può appellare le sentenze di proscioglimento solo nel caso di sopravvenienza o scoperta di nuove prove decisive dopo il giudizio di primo grado (art. 593, comma 2, c.p.p.).
L'(—) è esperibile nel termine di 15, 30 o 45 giorni a seconda, rispettivamente che la motivazione sia contestuale al dispositivo, depositata nei 30 giorni successivi oppure in un termine ancora più lungo.
La competenza del giudice dell'appello è ripartita tra la Corte d'Appello e la Corte d'Assise d'Appello.
La sfera di cognizione del giudice d'(—) è più ristretta rispetto a quella del giudice di primo grado, in quanto si tratta di un mezzo di impugnazione devolutivo, cioè operante nei limiti dei motivi d'(—) proposti; inoltre, non tutte le sentenze di primo grado, sia di proscioglimento che di condanna, sono appellabili. In particolare, alla luce del quadro normativo ridisegnato dalla L. 46/2006 e dalla sentenza n. 27/2007 della Corte costituzionale, sono inappellabili:
— le sentenze di condanna per le quali è stata applicata la sola pena dell'ammenda (art. 593, comma 3, c.p.p.);
— le sentenze di non luogo a procedere emesse in sede di udienza preliminare, per le quali il nuovo testo dell'art. 428 c.p.p. (mod. dalla L. 46/2006) ammette il solo rimedio del ricorso per cassazione [Ricorso (per Cassazione)];
— le sentenze predibattimentali di proscioglimento pronunciate con la non opposizione delle parti (art. 469 c.p.p.);
— le sentenze di proscioglimento emesse nel giudizio penale davanti al giudice di pace (art. 36 D.Lgs. 274/2000).
Parimenti inappellabili sono:
— per il P.M., le sentenze di condanna emesse in sede di giudizio abbreviato, salvo che queste mutino il titolo del reato; per il P.M. e l'imputato, le sentenze di proscioglimento (art. 4431 c.p.p.);
— per il P.M. e l'imputato, le sentenze di patteggiamento, con la possibilità, per il P.M., di impugnativa nella sola ipotesi in cui la pena sia stata applicata dal giudice che abbia ritenuto ingiustificato il suo dissenso (art. 4482 c.p.p.).
Il giudice di secondo grado, se appellante è il solo P.M., può operare contra reum e quindi aggravare la qualificazione giuridica del fatto, la specie o la quantità della pena, revocare benefici, nonché mutare l'assoluzione in condanna o semplicemente la formula di proscioglimento. Se appellante è il solo imputato e non anche il P.M., il giudice incontra il limite del divieto della reformatio in peius, sicché in tema di colpevolezza e di sanzioni può operare solo a favore del reo, con eccezione dell'aggravamento della qualificazione giuridica del fatto, peraltro senza possibilità di aumentare la pena (art. 597 c.p.p.).