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Procedura ristretta
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Programma d’azione per la promozione della salute, l’informazione, l’educazione e la formazione sanitaria
Programma d’azione sociale
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Programma d’azione sulla prevenzione delle lesioni personali
Programma d’azione sulle malattie connesse con l’inquinamento
Programma d’azione “L’Europa contro il cancro”
Programma integrato in favore delle piccole e medie imprese e dell’artigianato
Programma legislativo annuale
Programma Operativo
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Programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico
Programma quadro per l’ambiente
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Programme d’Options Spécifiques à l’Eloignement et à l’Insularité des iles Canaries
Programmi generali
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Proporzionalità
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Prosoma
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Protocollo
Protocollo sulla politica sociale
Provvedimenti cautelari
PSE
PTOM
Pubblicazione degli atti
Pubbliche Amministrazione per lo Sviluppo del Sud
Pubblicità
Punti A
Punti B
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Dizionario dell\'Unione Europea
Normalizzazione

Termine con cui si fa riferimento alla creazione di un sistema unificato di norme tecniche comunitarie, finalizzato a favorire la piena realizzazione del mercato unico (v.).
Gli Stati membri si sono difatti serviti spesso delle regole tecniche in materia di composizione e alla fabbricazione delle merci (standard sanitari, specificazioni tecniche, regole di sicurezza etc.) per frapporre ostacoli alla libera circolazione delle merci (v.), utilizzando le normative tecniche come misure protezionistiche.
Il problema è stato affrontato dalla Comunità sin dalle prime fasi dell'integrazione europea, poiché ci si rese conto che sarebbe stato privo di significato un mercato comune in cui un prodotto fabbricato in uno Stato membro, in conformità alle disposizioni in materia di quello Stato, non potesse essere commercializzato in un altro Stato membro in quanto non conforme ad una diversa legislazione nazionale.
Una prima strategia fu tentata in direzione dell'armonizzazione delle disposizioni giuridiche nazionali attraverso il loro adattamento alle direttive (v.) comunitarie adottate per ogni singolo prodotto, le quali, sostituendosi alle norme nazionali, avrebbero imposto in tutti gli Stati gli stessi standard tecnici per la produzione di determinati beni. Si trattava tuttavia di un processo che richiedeva tempi lunghi, ulteriormente dilatati dal recepimento piuttosto lento della normativa comunitaria da parte degli Stati membri. A ciò si aggiungano le numerose critiche che si levarono da più parti nei confronti della Comunità, accusata di creare in questo modo dei prodotti europei indifferenziati, in sostituzione dei caratteristici prodotti locali.
Fu in questo contesto che nel 1969 la Commissione provvide all'istituzione del Comitato europeo di normalizzazione (v. CEN), incaricato di coordinare i sistemi nazionali di normalizzazione, cui fu affiancato in seguito il Comitato europeo per la normalizzazione nel settore elettrico (v. CENELEC).
L'elaborazione di una nuova strategia fu indicata nel 1979 dalla sentenza Cassis de Dijon (v.), con la quale la Corte di giustizia stabilì che i prodotti legalmente fabbricati e commercializzati in un paese della Comunità potevano essere venduti anche negli altri Stati membri. Da quel momento l'affermazione del principio del mutuo riconoscimento (v.) da parte di ogni Stato membro delle normative vigenti in tutti gli altri paesi della Comunità fu largamente applicata apportando un notevole contributo al conseguimento di un'effettiva libertà di circolazione delle merci.
Tuttavia l'applicazione di tale principio non sembrò essere del tutto risolutiva poiché ci sono casi in cui il ricorso all'armonizzazione è assolutamente indispensabile, come ad esempio nell'ipotesi in cui gli ostacoli tecnici siano giustificati da necessità fondamentali, quali la tutela dei consumatori (v.) o la sanità pubblica (v.).
Sul terreno dell'armonizzazione tecnica delle legislazioni nazionali il Libro bianco sul completamento del mercato interno (v.) ha provveduto pertanto ad inaugurare un “nuovo approccio”.
Il metodo sviluppato dalla Commissione prescrive che il legislatore comunitario si limiti a definire le esigenze e gli obiettivi essenziali (tutela dell'ambiente, protezione della salute etc.), delegando l'elaborazione di norme dettagliate relative alle questioni tecniche per la loro applicazione pratica agli enti per la normalizzazione europei (CEN e CENELEC) .
Le norme nazionali estranee a queste necessità fondamentali non sono inoltre più oggetto di armonizzazione comunitaria, ma vengono sottoposte in modo automatico al principio del mutuo riconoscimento, il quale può essere invocato davanti alla Corte di Giustizia.
Il nuovo approccio consente quindi sia lo snellimento del lungo iter decisionale da seguire per la definizione delle norme dettagliate relative alle questioni tecniche da parte della Comunità, sia la possibilità di fare a meno dell'armonizzazione quando questa non risulti indispensabile. In questo modo si è venuto ad instaurare un rapporto più equilibrato fra l'armonizzazione comunitaria ed il reciproco riconoscimento fra gli Stati membri, cercando al contempo di conciliare l'esigenza di protezione del consumatore e il suo diritto a scegliere liberamente i prodotti che preferisce.