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Dizionario di Scienze Psicologiche
Temperamento
Il t. è caratterizzato dalla normale oscillazione del tono timico di base caratteristico di ogni individuo. Questo particolare andamento compare precocemente, nell'infanzia, e persiste nel corso della vita. Le oscillazioni affettive, nella norma, sono minime e non interferiscono con il funzionamento. Alcuni individui, viceversa, mostrano una marcata variabilità della risposta emozionale, non dipendente da stimoli esterni, con caratteristiche di comparsa e di durata proprie del t., ma non sufficienti per soddisfare i criteri di disturbo dell'umore. Secondo Akiskal, si evidenziano tre raggruppamenti sintomatologici che definiscono tali particolari t. di base: depressivo, ciclotimico e ipertimico. Il t. è espressione diretta del funzionamento di complessi meccanismi biochimici-neurofisiologici. Rivela una predisposizione genetica ai disturbi dell'umore e condiziona le esperienze relazionali che, a loro volta, alimentano e favoriscono o meno le caratteristiche temperamentali. Si osservano due aspetti del t. affettivo: l'abituale livello di energia dell'individuo e il profilo del tono dell'umore. Vengono identificati, in base alle tipologie di Kraepelin e Kretschmer e ai criteri di Akiskal e Koukopoulos, 4 t. affettivi: depressivo, ipertimico, ciclotimico (Akiskal) e irritabile (Tundo-Cassano).
1) Temperamento depressivo. L'individuo è tipicamente triste, cupo, incapace di divertirsi, lamentoso, privo di immaginazione, scettico, pessimista, tendente a preoccuparsi, incline al senso di colpa, mostra scarsa autostima, senso di inadeguatezza e fallimento, è introverso con coartazione della vita sociale, ha poche amicizie, è indolente, vive una vita passiva, fuori dall'azione, mostra pochi interessi, ma li mantiene con relativa costanza, è passivo verso gli eventi, si mostra persona fidata, tende a essere un dipendente devoto, scrupoloso, iperreligioso, abitualmente dorme molto (più di 10 ore per notte). Secondo Kretschmer, questi individui assolvono la funzione sociale di instancabili lavoratori, coscienziosi, fidati, adatti a occupazioni che richiedano una prolungata e meticolosa dedizione; alcuni si accollano il peso dell'esistenza senza provarne i piaceri; sono, peraltro, possibili alcuni brevi momenti contropolari (ipertimici).
2) Temperamento ipertimico. Caratterizza un individuo allegro, esuberante, scherzoso, ottimista, senza preoccupazioni, autorassicurante, millantatore, megalomane, estroverso, alla ricerca di persone, pieno di energie, ricco di progetti, che ricerca attività rischiose, versatile, con molti interessi ed è coinvolto in diverse attività, indiscreto, disinibito, alla ricerca di stimoli nuovi; abitualmente dorme poco (meno di 6 ore per notte), è particolarmente resistente alla fatica fisica e intellettuale, in società tende ad assumere posizioni di leader e di comando; brilla nelle arti recitative o di intrattenimento; possono prevalere la superficialità e la scarsa tenacia, per cui il soggetto è alla ricerca di progetti sempre nuovi senza condurre in porto i precedenti; è raramente normotimico. Vi possono essere anche isolati momenti depressivi.
3) Temperamento ciclotimico. Mostra alternanza delle energie e del tono timico (dalla tristezza all'euforia) che non raggiungono la gravità dei disturbi bipolari, ma influenzano comunque la vita del soggetto, senza peraltro comprometterne il funzionamento. Le oscillazioni possono essere improvvise (di ore) o anche prolungate (stagionali). Vi possono essere intensa reattività emotiva, spiccata sensibilità al rifiuto, eccessivo bisogno di approvazione, uno stile di vita burrascoso (instabilità lavorativa, sentimentale; promiscuità sessuale). Si può associare di frequente ad abuso di alcol e di sostanze sedative-stimolanti. È tipica una variazione circadiana di energie, con aumento dalla sera sino a tarda notte. Le variazioni di attività-creatività sono legate alle oscillazioni di umore ed energie. Negli individui di talento questo temperamento porterà a brillare nella composizione musicale, nella pittura e nella poesia.
4) Temperamento irritabile. Meno studiato dei precedenti, non viene universalmente accettato. L'umore è abitualmente irritabile, con alto livello di energie; l'individuo presenta collera, disforia, scontrosità, aggressività, impulsività, invadenza, ipercriticità, lamentosità e insonnia, mostra frequenti difficoltà di adattamento sociale e facile tendenza ad abuso di alcool e sedativi.
5) Correlazioni patologiche. Il rischio è che il temperamento possa sbilanciarsi troppo verso uno dei due poli affettivi o alternativamente verso entrambi. L'aumento del rischio avviene in seguito all'esposizione patologica allo stress e/o all'assunzione di sostanze (caffè, alcol, psicostimolanti e altre sostanze di abuso, farmaci antidepressivi), che possono alterare la regolazione del tono affettivo. I diversi t. possono quindi facilitare la comparsa di disturbi depressivi anche maggiori, bipolari e ciclotimici (Akiskal). Secondo Kraepelin, il 37% dei pazienti con psicosi maniaco-depressiva presenta una modificazione temperamentale affettiva.
6) Elementi clinici. La presenza di temperamento affettivo deve portare all'esclusione di possibili cause di slatentizzazione di disturbi dell'umore (stress patologico; abuso di sostanze); le caratteristiche temperamentali vanno distinte a livello diagnostico differenziale dai disturbi dell'umore e dai disturbi di personalità; la presenza di caratteristiche temperamentali di tipo ipertimico-ciclotimico in una depressione ricorrente potrà condurre a trattare questa alla stregua di un disturbo bipolare. Il rilievo di temperamento ciclotimico o ipertimico richiede cautela nell'uso di antidepressivi, sia triciclici sia IMAO, per evitare un'accelerazione delle ricadute e l'instaurarsi di rapida ciclicità.