Dizionario Giuridico    Dizionario Economico    Dizionario di Contabilità e Finanza    Dizionario del Condominio    Dizionario di Diritto Canonico ed Ecclesiastico    Dizionario dell'Unione Europea    Dizionario Storico-Giuridico Romano    Dizionario Storico del Diritto Italiano ed Europeo    Dizionario della Filosofia Politica    Dizionario di Scienze Psicologiche   
Caricamento immagini in corso...
loading
526/A Concorso Scuola dell'Infanzia e Primaria<br><SPAN STYLE='font-size:7pt;' >2018 II, pag. 752 € 42,00</span> PK35 Maturità Scienze Umane<br><SPAN STYLE='font-size:7pt;' >2015 , pag. 224 € 9,00</span> W23 Storia del Cinema<br><SPAN STYLE='font-size:7pt;' >2009 , pag. 128 € 8,00</span> W53 Sociologia dell'organizzazione<br><SPAN STYLE='font-size:7pt;' >2010 , pag. 128 € 8,00</span> W42 Psicologia Clinica<br><SPAN STYLE='font-size:7pt;' >2013 II, pag. 128 € 9,00</span> W43 Psicologia Sociale<br><SPAN STYLE='font-size:7pt;' >2013 II, pag. 128 € 9,00</span> W40 Psicologia generale<br><SPAN STYLE='font-size:7pt;' >2013 II Edizione, pag. 128 € 9,00</span>
ICD
Id
Ideazione
Identificazione
Identificazione proiettiva
Identità
Identità di genere
Idiot savant
Idiozia
Igiene mentale
Illusione
Imago
Immaginario
Immedesimazione (o empatia)
Imprinting
Incesto
Incongruenza
Inconscio
Incorporazione
Individuazione
Inerzia
Infantilismo
Infanzia
Inferiorità
Influenza/Persuasione
Innatismo
Input-Output
Insicurezza
Insight
Insonnia fatale familiare
Insonnie
Instabilità
Insuccesso
Intelligenza
Interesse
Interiorizzazione
Interna
Introiezione
Introspezione
Io
Io
Io
Io
Io corporeo
Io falso
Io ideale
Io incorporeo
Io onirico
Io-piacere, Io-realtà
Ipnosi
Ipocondria
Ippocampo
Irrazionale
Isolamento
Isomorfismo
Isteria
Istinto



A
B
C
D
E
F
G
N
O
P
Q
R
S
T
H
I
J
K
L
M
U
V
W
X
Y
Z
Consulta gratuitamente i nostri dizionari:
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Dizionario di Scienze Psicologiche
Identificazione proiettiva
Concetto usato da Melanie Klein per intendere la proiezione di parti del Sé nel corpo materno per poterlo possedere, controllare ed eventualmente danneggiare, attuando così il processo identificativo con l'oggetto, non più sentito come separato. Svariati sono gli scopi dell'i.p.: vanno dalla scissione, separazione di parti indesiderate di sé causa di dolore e angoscia, all'espulsione e collocazione in un altro individuo indotto a sperimentarne la sofferenza; dal controllo dell'altro, da cui attraverso la proiezione di sé non si può essere separati, all'impossessarsi delle sue capacità, fino alla sua distruzione. Nel 1957, con Invidia e gratitudine, la Klein individua le basi dell'eccessiva intensità dell'i.p. nell'invidia, causa dello svuotamento del soggetto e della grave confusione tra il Sé e l'oggetto. Il fatto che il bambino sviluppi la fantasia di entrare nel corpo della madre, ponendosi in una relazione oggettuale di tipo aggressivo — secondo la prima formulazione della Klein (1932) — non vuol però dire che i meccanismi espulsivi e proiettivi riguardino esclusivamente le sue parti cattive: essenziale è, infatti, la proiezione delle parti buone affinché nel lattante si sviluppi la capacità di creare relazioni oggettuali positive oltre l'integrazione dell'Io. La Klein (1955) utilizza il concetto di i.p. per spiegare il funzionamento dello sviluppo mentale normale, sottolineandone infatti la rilevanza come primo momento per differenziarsi e per rapportarsi con la madre e, perciò, con il mondo esterno. È Wilfred Bion, però, che scopre e approfondisce la funzione comunicativa rivestita dall'i.p.: la madre riesce a capire parte di quanto suo figlio le comunica, provando lui stessa le emozioni sperimentate dal bambino e, attraverso l'attribuzione di un nome alle sue angosce, può aiutarlo a non trasformare l'angoscia di morire in una terrificante angoscia senza nome. In tal senso, il concetto può essere inteso come una modalità evacuativa violenta di uno stato mentale particolarmente doloroso all'interno di un altro oggetto, finalizzata al controllo e al possesso, oltre che alla comunicazione inconscia del suddetto stato. Tale termine è essenziale nell'opera di Bion, soprattutto perché permette di cogliere in profondità la dinamica del transfert e del controtransfert: Nella relazione analitica l'identificazione proiettiva diventa particolarmente significativa perché induce nell'analista un vissuto emotivo che il paziente stesso non conosce e non può esprimere verbalmente. Assume quindi particolare rilievo l'attenzione dell'analista al proprio controtransfert: l'i.p. e la risposta a essa svolgono un ruolo fondamentale nella formazione del pensiero e nello svolgersi del processo psicoanalitico (1988).