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Ottenere un colloquio

Se è l'azienda ad aver organizzato la selezione, ovviamente il colloquio rappresenta un fase già prevista nella procedura di reclutamento, per cui sarà il personale che se ne occupa a convocarvi, se ritiene interessante il vostro profilo o se avete superato un'eventuale prova preliminare.

Se, invece, l'iniziativa è vostra, se, cioè, siete voi stessi ad aver selezionato una serie di società da contattare, allora ottenere un colloquio dovrà diventare l'obiettivo prioritario della vostra strategia di ricerca del lavoro.

Ottenere un colloquio da un'azienda che non sta effettuando alcuna ricerca di personale è infatti molto più importante di quanto possiate immaginare.

Molte aziende ricevono costantemente candidature spontanee attraverso la posta (elettronica o no) e, normalmente, i curricula inviati vengono consegnati all'imprenditore o passati ai responsabili di settore, letti e, nel migliore dei casi, archiviati.

Se non avete la fortuna di possedere dei requisiti talmente interessanti o talmente esclusivi da essere straordinariamente calzanti rispetto alle esigenze del destinatario, probabilmente rimarrete per anni dimenticati in un cassetto, fino al giorno in cui verrà deciso di fare una pulizia più radicale dei locali dell'ufficio.

Ottenere un colloquio significa, invece, riuscire a personalizzare un arido elenco di certificazioni o di esperienze: se riuscirete ad uscire dall'anonimato di un formato A4 ottenendo un appuntamento, chi vi riceverà avrà davanti una persona in carne ed ossa, e non un semplice nominativo, ne percepirà le caratteristiche caratteriali, le eventuali doti di cordialità e simpatia, gli atteggiamenti e i tratti comportamentali, disporrà, in breve, di innumerevoli altri parametri sui quali basarsi per effettuare la sua valutazione.

Non bisogna mai dimenticare che chi dovrà valutarci, anche se ovviamente terrà conto delle esigenze dell'azienda per la quale lavora, è in primo luogo una persona, con i suoi pregi e i suoi difetti, con le sue piccole antipatie, le sue fissazioni, i suoi bisogni e la sua istintualità.

Immaginiamo, ad esempio, di essere noi a dover valutare chi dovrà essere il nostro collaboratore in un lavoro e capiremo che il nostro comportamento non sarà molto diverso da quello che assumeremmo, ad esempio, nello scegliere un compagno di viaggio per una vacanza: se fumiamo, non sceglieremo mai di dividere la nostra camera con una persona che non tollera il fumo; se siamo attenti al nostro aspetto esteriore, eviteremo una persona trasandata o con scarsa attenzione per l'igiene; se non amiamo interminabili discussioni o il pettegolezzo, ci terremo alla larga dai logorroici e da chi non eccelle in discrezione, e così via.

Tutto questo, a dispetto di quanto si possa ritenere, pesa fortemente al momento di decidere quali risorse umane aggiungere alla squadra, a volte, ancor più delle competenze possedute. Nessuno, ma veramente nessuno, sarebbe disposto a dividere il proprio spazio lavorativo con un individuo fastidioso anche se professionalmente ineccepibile; piuttosto preferirebbe a lui un soggetto meno brillante, ma più rassicurante dal punto di vista della convivenza.

D'altra parte, considerando che chi lavora trascorre molto più tempo in ufficio che a casa, non si può non riconoscere che la scelta di un collaboratore è quasi più impegnativa di quella del partner!

Il contatto telefonico
L’impatto iniziale
Come "muoversi" durante il colloquio
Il colloquio di gruppo
Il colloquio singolo
La prima impressione
Punti forti e punti deboli
La parola al candidato
Chi parla male pensa male
www: il colloquio on line

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